
Dopo innumerevoli prove, misurazioni, attente analisi e sofferti confronti abbiamo codificato uno dei componenti principali dell'amore, il coefficente erettile.
Sino ad ora la capacità amatoria di un'uomo era definita quasi esclusivamente dalle dimensioni del proprio apparato riproduttivo esterno. Nulla di più sbagliato, a che serve un auto (foss'anche una limousine) che non va in moto? che fa 10 metri e si ferma? oppure con velocità massima di 10 km/h?
La formula che segue vuole ristabilire una corretta valutazione di questo aspetto, tanto importante quanto trascurato. La speranza è che riesca a dirimere annose e inutili dispute, soprattutto nel mondo maschile (ma presente anche in quello femminile), sul "chi ce l'ha più lungo?".
D'un tratto questa domanda perderà di ogni significato e valore, d'orai in poi la domanda sarà "chi ha il CE maggiore?"
(Σ (t-t°)² * Kr * Id * Ts )* (Vol / P)/24 h * log(N + e)
(t-t°) = durata erezione (sec.)
Kr = costante rigidità (secondo la Scala Kelman, valori compresi tra 0,1 e 0,9)
Id = indice durezza (calcolato con metodo Pongo, valori compresi tra 0,55 e 0,95)
Ts = Tipo sollecitazione (causa erezione : 0,2 contatto, 0,4 visiva, 0,5 mentale, 0,7 nessuna)
Vol = volume membro a riposo (espresso in cm cubi)
P = peso membro a riposo (espresso in grammi)
N = Numero erezioni giornaliere
e = età del soggetto
Valori normali sono compresi tra 0,5 e 0,6
buoni intorno a 0,7
ottimi 0,8
eccezionali 0,9
non umani 1
N.B. le misurazioni devono avvenire nell'arco di una intera giornata, il coefficente così calcolato è una misura media e come tale indicativa, può subire lievi variazioni a seconda della stagione.












