Tutti quanti hanno in bocca questa parola, tutti la invocano. Sfortunatamente, la maggior parte delle volte, la si richiede al prossimo, non riguarda mai se stessi a cui tutto è, naturalmente, dovuto.
Questo posto è mio e guai chi me lo tocca, d'altra parte sarebbe sciocco rinunziarvi di propria, spontanea, volontà.
L'unica direzione è avanti, il passo non lo cedo, tantomeno lo faccio indietro. E cosi sia.
Praticamente tutti i giorni, nel tornare al lavoro dopo la pausa pranzo, sorpasso sempre una ragazzetta, avrà 16-17 anni, di ritorno da scuola. Ragazzetta per modo di dire, essendo abbastanza robusta, un poco sopra la norma, ma non sono qui a giudicare l'alimentazione, lo stile di vita, o i gusti personali (per me è meglio la polpa dell'osso). Tutte quante le volte, anche in condizioni climatiche sfavorevoli, sfoggia immancabilmente maglioni e magline corte (colpa del risciaquo?) e jeans a vita bassa.
Condizioni che, combinate insieme, producono le classiche due dita di epidermide esposta. Insomma, la trippetta deborda, e non è un bello spettacolo, ognuno è libero di vestirsi come meglio crede per sentirsi a proprio agio, ma probabilmente acchittata in un modo appena più sobrio sarebbe la prima a trarne vantaggio.
E cosa c'entra direte voi? C'entra, c'entra (a fatica ma c'entra)
Certi vestiti, un certo abbigliamento, bisogna meritarli.








