settembre 30 2008 | in : pensieri, politica, amore, riflessioni, paura
Deridero, con questo mio intervento, testimoniare quale infimo livello ha ormai raggiunto la professionalità delle assistenti alla vendita, in particolar modo commesse\i del ramo abbigliamento e calzature.
Certo, non si pretende la dedizione e l'impegno di qualche anno fa, quando le commesse ti seguivano nel camerino e aiutavano a spogliarti, quando per verificare se la misura dei calzoni era corretta infilavano le mani per valutare la presenza di spazio vitale in condizioni estreme, o ti controllavano l'altezza del cavallo con straordinarie manipolazioni e sofisticati palpeggiamenti.
In pratica ti facevano sentire a tuo agio, non dico che si era invogliati ad acquistare ma poco ci mancava, un sorriso, l'affabilità, un cosiglio o un parere le facevano sentire quasi amiche.
Oggi no, sono automi, molto serissime, con poca voglia di parlare, non contraddicono, ti porgono la merce e aspettano, un pò infastidite per averle distratte dai loro pensieri. La colpa potrebbe ricercarsi nel cambiamento subito dal mercato: griffe, negozi monomarca, pubblicità, ormai i clienti entrano nei negozi conoscendo già quello che desiderano acquistare. Marca, modello e prezzo, se c'è bene, altrimenti si prova in un altro posto.
Queste lavoratrici dovrebbero prendere spunto dalle colleghe che vendono un'altro genere merceologico, dalla loro intraprendenza nel ricercare ed attirare il cliente con nuove proposte, la perizia nell'esporre la merce, l'interesse che hanno nel soddisfare le richieste degli avventori e il riserbo col quale le svolgono, l'eleganza e la sobrietà con cui vestono.
Occorre sempre tenere presente che il commercio è il volano di quel complesso meccanismo che è l'economia e di conseguenza della società. Un poco d'amore in più da parte della commessa, per il proprio lavoro, lubrifica tutto il marchigegno.
BrunoBadile @ 17:33 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
settembre 26 2008 | in : citazioni, pensieri, politica, riflessioni, scienza, paura

Oggi parlerò di voi. Anzi, meglio, parlerò di loro (gli altri), se frequentate codesti luoghi, voi non ne fate sicuramente parte. In libreria la settimana scorsa mi ha colpito un libricino, ma non mi è caduto addosso da uno scaffale, tantomeno qualcuno me lo ha scagliato contro.
Non ho investito denari nell'acquisto di un bene così voluttuario, certo che avrei potuto trovare estratti e notizie in rete.
Il titolo è "Allegro ma non troppo", l'autore il famoso Carlo Maria Cipolla, un celebre storico di economia, e nel libricino approfondìsce in modo scientifico il controverso tema della stupidità umana formulando la famosa teoria della stupidità.
Essa vede gli stupidi come un gruppo di gran lunga più potente delle maggiori organizzazioni come la mafia o il complesso industriale, non organizzato, senza ordinamento, vertici o statuto, ma che tuttavia riesce ad operare con incredibile coordinazione ed efficacia.

Teorie sulla stupidità

le cinque leggi fondamentali della stupidità:
  
- Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
- La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
- Una persona è stupida se causa un danno a un’altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.
- Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore.
- La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

Leggendo queste tesi del Cipolla mi viene quasi da piangere, da queste leggi sembrerebbe una battaglia persa, quella contro la stupidità, ma sopratutto, non sono così certo di essere schierato dalla parte giusta.
E questo fa ritornare alla domanda originale e dolorosa: sono stupido? Ho superato vari test di coefficiente di intelligenza con buoni risultati. Sfortunatamente, so come funzionano questi test e che non dimostrano niente.
Varie persone mi hanno detto che sono intelligente. Però neanche questo dimostra niente. Queste persone possono essere forse molto considerate per dirmi la verità. O al contrario potrebbero star tentando di usare la mia stupidità per trarne vantaggio. O potrebbero essere tanto stupidi quanto me.
Mi fermo con una piccola speranza: sono cosciente di quanto sono (o sono stato) stupido. 
E questo indica che non sono completamente stupido.

Corollario di Livraghi alla Prima Legge di Cipolla
In ognuno di noi c’è un fattore di stupidità, che è sempre più grande di quanto supponiamo.

BrunoBadile @ 11:47 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
settembre 24 2008 | in : citazioni, pensieri, amore, canzone, futuro

Meglio lasciar la parola a chi è più bravo

BrunoBadile @ 01:14 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
settembre 19 2008 | in : amore
Ti riempio di sperma come un bignè alla crema
tascapani.luigi @ 16:20 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
settembre 12 2008 | in : pensieri, amore, riflessioni, futuro, grane

Laccabue

Putroppo ormai la gentilezza e l'educazione sono divenuti disvalori, in quanto sinonimi di debolezza e inettitudine.
Non vogliamo stabilirne i motivi nè cercare soluzioni, non ce ne frega niente, arrangiatevi, fate da voi.
Ma non lasciare, ad esempio, il passo, la via, ad una donna oltre che ad essere maleducato è sopratutto stupido.
C'è modo migliore per poter osservare il sedere con calma ed allo tempo stesso guadagnare qualche punto? Ditemi voi come si possono sottovalutare questi aspetti.

BrunoBadile @ 00:09 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
settembre 11 2008 | in : canzone, bbbrividi
tascapani.luigi @ 15:04 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
settembre 9 2008 | in : amore
Provate anche voi a entrare in un negozio con una complice, vedere un tipo che si prova un moncler blu, e dire sottovoce però facendovi sentire "Bello però il moncler blue", e la complice asserisce "Sì, sai che è davvero bello?" e insinuare così il dubbio nel potenziale acquirente; asserente "mi piaceva nero, ma in effetti blu non è male" dubbio per altro incoraggiato dalle commesse "sì quel colore lì è proprio bello"... Ok funziona solo se la complice è bella... E già l'esperimento è un gran successo ma se poi quando uscite domandate un po' stupiti alla complice compagna "Ma davvero ti piaceva di quel colore?" e lei risponde "No, ma pensavo che lo avessi fatto apposta per mettere in crisi il tipo" allora il vostro esperimento sarà doppiamente riuscito visto che la compagna complice vi conosce e vi capisce ;)
tascapani.luigi @ 17:11 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
settembre 8 2008 | in : citazioni, pensieri, amore, riflessioni, sesso, mente

Visto che queste storielle riscuotono il favore dei visitatori, li arruffiano con un altra. Meditate gente, meditate...

Dopo aver vinto numerose gare di arco e freccia, il campione della città andò a trovare il maestro Zen.
- Sono il migliore di tutti – disse. – Non ho appreso la religione, non ho ricercato l’aiuto dei monaci, e sono riuscito ad arrivare a esser considerato il miglior arciere di tutta la regione. Ho saputo che, per un certo periodo, il miglior arciere della regione siete stato voi, e vi domando: c’era bisogno di diventare un monaco per apprendere a tirare?
- No – rispose il maestro Zen.
Ma il campione non si ritenne soddisfatto: estrasse una freccia, la mise nell’arco, la scagliò e colpì una ciliegia che si trovava molto lontana. Sorrise, come a dire: “Avreste potuto risparmiare il vostro tempo, dedicandovi solo alla tecnica.” E disse:
- Dubito che riuscirete a ripeterlo.
Senza mostrare la minima preoccupazione, il maestro andò dentro, prese il suo arco e cominciò a camminare in direzione di una montagna vicina. Lungo la strada c’era un abisso che si poteva attraversare solo grazie a un vecchio ponte di corda ormai marcia, quasi pericolante: con la massima calma, il maestro Zen arrivò sino alla metà del ponte, tese il suo arco, vi inserì la freccia, puntò un albero sull’altro lato del burrone e centrò il bersaglio.
- Ora tocca a te – disse gentilmente al giovane, mentre tornava verso il terreno sicuro.
Terrorizzato, guardando l’abisso sotto i suoi piedi, il giovane andò fino al luogo indicato, tirò, ma la sua freccia atterrò molto distante dal bersaglio.
- Ecco a cosa sono valse la disciplina e la pratica della meditazione – concluse il maestro quando il giovane tornò accanto a lui. – Tu puoi avere molta abilità con lo strumento che hai scelto per guadagnarti da vivere, ma è tutto inutile se non riesci a dominare la mente che utilizza quello strumento.

BrunoBadile @ 17:26 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
settembre 4 2008 | in : citazioni, pensieri, riflessioni, dubbio
Tre persone che passavano in una piccola carovana videro un uomo che contemplava l’imbrunire nel deserto del Sahara dall’alto di una montagna.
- Dev’essere un pastore che ha perduto una pecora e cerca di scoprire dove sia – disse il primo.
- No, non credo che stia cercando qualcosa, e tanto meno al tramonto, quando la vista si confonde. Penso che aspetti un amico.
- Vi garantisco che è un sant’uomo, e cerca l’illuminazione – commentò il terzo.
Si misero a discutere su cosa stesse facendo quell’uomo, e tanto s’infervorarono nella discussione che finirono quasi per litigare. Infine, per stabilire chi avesse ragione, decisero di salire sulla montagna e di raggiungere l’uomo.
- Lei sta cercando la sua pecora? – domandò il primo.
- No, non ho nessun gregge.
- Allora, di sicuro, aspetta qualcuno – affermò il secondo.
- Sono un uomo solitario, che vive nel deserto – fu la risposta.
- Poiché vive nel deserto, e in solitudine, dobbiamo credere che lei è un santo, alla ricerca di Dio, e sta meditando! – esclamò, contento, il terzo uomo.
- C’è davvero bisogno che tutto, sulla Terra, abbia una spiegazione? Allora vi spiego. Io me ne sto qui unicamente a guardare il tramonto: questo non basta per dare un senso alle nostre vite?
BrunoBadile @ 17:07 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
settembre 3 2008 | in : amore
Così vai via
non scherzare no...
domani via
per favore no...
devo convincermi però
che non è nulla
ma le mie mani tremano...
in qualche modo io dovrò
restare a galla...
e così te ne vai...
cosa mi è preso adesso?
Forse mi scriverai...
ma sì è lo stesso...

Così vai via
l'ho capito sai...
che vuoi che sia
se tu devi vai...
mi sembra già che non potrò
più farne a meno
mentre i minuti passano...
forse domani correrò
dietro il tuo treno...
tu non scordarmi mai...
com'è banale adesso...
balliamo ancora dai...
ma sì è lo stesso...

Amore bello come il cielo
bello come il giorno
bello come il mare amore...
ma non lo so dire...

Amore bello come un bacio
bello come il buio
bello come Dio
amore mio
non te ne andare...

Perché è così...
no non è giusto se è così...
se te ne vai...
se te ne vai...
Perché è così...
perché finisce tutto qui
tra poco andrai...
un lento, l'ultimo oramai...

E fare finta, che ne so?!
di essere matto
piangere urlare e dire no...
non serve a niente, già lo so
è finito tutto...
e se tu caso mai...
ma non mi sente adesso...
balliamo ancora dai...
ma sì è lo stesso...

Amore bello come il cielo
bello come il giorno
bello come il mare amore...
ma non lo so dire...

Amore bello come un bacio
bello come il buio
bello come Dio
amore mio
non te ne andare...

Vai via così...
no non è giusto ma è così...
sei bella sai...
sei bella sai...
Vai via così...
finisce allora tutto qui
fra poco andrai...
un lento, l'ultimo oramai...
tascapani.luigi @ 09:47 | commenti (5)(popup) | commenti (5)

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