Si dice che siamo la somma delle nostre esperienze, e che la nostra voce sia la voce di altri, e che i nostri pensieri siano già appertenuti ad altri, dopo Omero si dice nulla è più stato inventato. Ma non volevo parlare di questo, o meglio visto che sono arrivato senza volerlo a parlare del sacro vate che placava le anime afflitte degli eroi morti nei sepolcri del Foscolo...
boh...
oggi non abbiamo più eroi, no non ce li abbiamo più, o forse non sono mai esistiti veri eroi perchè poi la storia l'hanno sempre scritta i vincenti si dice, e il Pelide ne avrà combinate tante che qualche tradizione letteraria diversa dalla nostra lo dipingerà come un mostro, oppure non è mai esistito l' Achille dai piedi veloci, il deisimile forse era simile agli dei anche in questo, perchè gli dei non esistevano si dice, e Achille era un po' lo spiderman dei greci, in fondo vedete bene che non è cambiato nulla, o no?
Ciò torto o ciò ragione? Va beh...
non vi sembra strano terrificante e bellissimo allo stesso tempo che quel che succedeva allora succede tutt'oggi? si rimpiangono sempre i bei tempi andati, oggi i politici sono corrotti, che schifo, come si fa a non indignarsi?
ma va beh questo non centra...
Non vi sembra incredibile che l'uomo cerchi ciò che cercava allora? Storie, rifugi, vie d'uscita al monotonia quotidiana, e per cos'altro vivere se non per tentare di eguagliare in qualche modo le gesta cantate da chi ha il potere della fantasia nelle sue mani, che legge il mondo e lo riscrive per placare le anime ardenti degli uomini,
o solo di alcuni forse che hanno sete,
ai quali l'acqua non basta a placarla la sete, un po' di più l'acool, meglio di tutti loro, i sacri vati, i sacerdoti che scrivono il verbo della vita, che solca i secoli e i nostri cervelli, essi creano virus che ci aiutano a vivere, virus che dimorano nei nostri cervelli sotto forma di storie e che ci sopravvivono... ma come si fa a dire che Dio non esiste? come si fa? Forse non esisterà nel senso che non è qualcuno, ma cavoli guardatevi in giro guardate in suo onore cosa è stato fatto, templi, storie, guerre,
e non voglio mica convertivi alla fede cari i miei infedeli, ci mancherebbe,
noi moriamo forse ma le frecce del lungisaettante Apollo giungono ancora potenti a noi, ed escono dall'illiade se osate aprirla... è questo ciò che intendevo dire...
anzi no non volevo parlare di questo, le mie gambe ormai sono stanche e vorrei dare un po' di sonno ai miei occhi, forse il mio viaggio. la mia sete si placherà, e per le io vedo quella ferrovia, e tra i sassi e la mia via il passato ed il presente corre, e vanno indietro gli anni miei e si fermano con lei che la mente mia non hai lasciato mai (la tua voce), sono arrivato, la notte è azzura intorno a me, a dal cielo scende un dio dai piedi alati (Ermes) o forse è il sacro vate che placa la mia anima afflitta, e mi parla con la tua voce, la voce di quel bambino che giocava solitario nel cortile, la voce di quel pilota di Hiroshima o quella di un uomo disperato perchè ha perso in una curva la sua donna o chi per lei, o di chi pazzo di gelosia ha difeso il suo amore, canta ancora Augusto, perchè un uomo no, non è contento mai, e una notte di settembre Ulisse ripartià per nuove avventure e la sete ricomincerà, il viaggio di un Nomade non finisce mai... Noi no, non stiamo ai compromessi, bocca chiusa mai, ci viene di parlare, e qualche volta anche urlare anche... sì che urliamo! come Achille con Agamennone, canta ancora Augusto, che film la vita caro Augusto, che film pieno di eroi e di guerre da lottare, canta ancora Ermes messagero degli dei, portaci i loro ermetici versi con la tua unica voce:
PLAY
boh...
oggi non abbiamo più eroi, no non ce li abbiamo più, o forse non sono mai esistiti veri eroi perchè poi la storia l'hanno sempre scritta i vincenti si dice, e il Pelide ne avrà combinate tante che qualche tradizione letteraria diversa dalla nostra lo dipingerà come un mostro, oppure non è mai esistito l' Achille dai piedi veloci, il deisimile forse era simile agli dei anche in questo, perchè gli dei non esistevano si dice, e Achille era un po' lo spiderman dei greci, in fondo vedete bene che non è cambiato nulla, o no?
Ciò torto o ciò ragione? Va beh...
non vi sembra strano terrificante e bellissimo allo stesso tempo che quel che succedeva allora succede tutt'oggi? si rimpiangono sempre i bei tempi andati, oggi i politici sono corrotti, che schifo, come si fa a non indignarsi?
ma va beh questo non centra...
Non vi sembra incredibile che l'uomo cerchi ciò che cercava allora? Storie, rifugi, vie d'uscita al monotonia quotidiana, e per cos'altro vivere se non per tentare di eguagliare in qualche modo le gesta cantate da chi ha il potere della fantasia nelle sue mani, che legge il mondo e lo riscrive per placare le anime ardenti degli uomini,
o solo di alcuni forse che hanno sete,
ai quali l'acqua non basta a placarla la sete, un po' di più l'acool, meglio di tutti loro, i sacri vati, i sacerdoti che scrivono il verbo della vita, che solca i secoli e i nostri cervelli, essi creano virus che ci aiutano a vivere, virus che dimorano nei nostri cervelli sotto forma di storie e che ci sopravvivono... ma come si fa a dire che Dio non esiste? come si fa? Forse non esisterà nel senso che non è qualcuno, ma cavoli guardatevi in giro guardate in suo onore cosa è stato fatto, templi, storie, guerre,
e non voglio mica convertivi alla fede cari i miei infedeli, ci mancherebbe,
noi moriamo forse ma le frecce del lungisaettante Apollo giungono ancora potenti a noi, ed escono dall'illiade se osate aprirla... è questo ciò che intendevo dire...
anzi no non volevo parlare di questo, le mie gambe ormai sono stanche e vorrei dare un po' di sonno ai miei occhi, forse il mio viaggio. la mia sete si placherà, e per le io vedo quella ferrovia, e tra i sassi e la mia via il passato ed il presente corre, e vanno indietro gli anni miei e si fermano con lei che la mente mia non hai lasciato mai (la tua voce), sono arrivato, la notte è azzura intorno a me, a dal cielo scende un dio dai piedi alati (Ermes) o forse è il sacro vate che placa la mia anima afflitta, e mi parla con la tua voce, la voce di quel bambino che giocava solitario nel cortile, la voce di quel pilota di Hiroshima o quella di un uomo disperato perchè ha perso in una curva la sua donna o chi per lei, o di chi pazzo di gelosia ha difeso il suo amore, canta ancora Augusto, perchè un uomo no, non è contento mai, e una notte di settembre Ulisse ripartià per nuove avventure e la sete ricomincerà, il viaggio di un Nomade non finisce mai... Noi no, non stiamo ai compromessi, bocca chiusa mai, ci viene di parlare, e qualche volta anche urlare anche... sì che urliamo! come Achille con Agamennone, canta ancora Augusto, che film la vita caro Augusto, che film pieno di eroi e di guerre da lottare, canta ancora Ermes messagero degli dei, portaci i loro ermetici versi con la tua unica voce:
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